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Vegano

Veg e sostenibilità

Aveva ragione il Dalai Lama a dire che se vogliamo cambiare il mondo, dobbiamo prima provare a cambiare e migliorare noi stessi!

Tutte le persone dotate di coscienza si chiedono “ma cosa posso fare io?” quando sentono parlare di cambiamento climatico.
Contano davvero le nostre scelte alimentari sull’impatto che ha la nostra esistenza sull’ecosistema?

Si!

Anche se un sacco di persone si sentono impotenti di fronte al cambiamento climatico, come se non potessero fare alcuna differenza.

Partiamo da dati reali: le emissioni di Co2 del bestiame rappresentano il 14% del totale, ed anche se stai pensando che il 14% è sicuramente una percentuale rilevante ma non cosi enorme, vorrei subito farti notare che la percentuale di emissioni di Co2 dovuta ai motori è del 14% !
Già, esattamente pari.

Inoltre i ruminanti producono tanto “gas”, il metano prodotto è 25 volte più potente del biossido di carbonio (anidride carbonica – Co2 ), servono terreni sconfinati, fertilizzanti e un miliardo di tonnellate di grano per sfamare il bestiame, grano che se mangiato dagli umani potrebbe nutrire 3.5 miliardi di persone.

 

Quello che mettiamo in tavola conta. Eccome.

I ricercatori Ben Hulton e Maya Almarez dell’Università Devis in California analizzando le connessioni tra clima e dieta e tenendo traccia di come il modo in cui produciamo cibo crei gas serra che contribuisce al riscaldamento globale, sono riusciti a calcolare quanto inquinamento risulta essere prodotto dai diversi cibi.

E mentre la maggior parte delle persone pensa di non avere alcun peso di fronte al cambiamento climatico, questa approfondita ricerca scientifica mostra l’esatto contrario, cioè che le nostre decisioni hanno davvero un grande impatto.

Se prendiamo come esempio una bistecca di RibEye (che noi italiani chiamiamo comunemente lombata), scopriamo che per ottenere una porzione si sono prodotti 330g di Co2, gli stessi che si producono guidando un utilitaria per 5km. Se invece scegliessimo di cucinare del pollo avremmo emissioni cinque volte inferiori (52g di Co2) che potrebbero ulteriormente scendere a 40gr se portassimo in tavola del pesce. Mentre mangiare delle verdure produrrebbe 14gr di Co2 di emissioni e solamente 2gr per un piatto di lenticchie.

La dieta vegana è il modo per ottenere il minore impatto sul pianeta, seguita dalla dieta vegetariana e da quella mediterranea. Quest’ultima produce emissioni simili a quelle della dieta vegana o vegetariana perché teoricamente è molto meno ricca di carne rispetto a quanto sono abituati, per esempio, gli americani: pesce e pollame due volte a settimana, manzo forse una volta al mese, cibi plant-based e ovviamene tanto olio di oliva.

Eliminare il 90% del consumo di carne è più importante che eliminare tutto il consumo di carne.

Non dobbiamo essere tutti vegani o vegetariani, ma semplicemente ridurne il consumo, ogni piccola quantità è importante.
Se tutti seguissero la dieta mediterranea per esempio, elimineremmo il 15% del global warming entro il 2050, sarebbe come togliere dalla circolazione un miliardo di automobili!

E se voleste mangiare la carne più spesso rispetto alla dieta mediterranea? Basta limitare la porzione a 100gr (quantità, tra l’altro raccomandata dai medici) per ridurre le emissioni del 50% … WOW!

Dato che la carne è cosi inquinante, dobbiamo necessariamente soffermarci a pensare a ciò che mangiamo.

E tu, cosa hai mangiato ieri sera?

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